Quindi? Come mi accorgo che il mio Fido ha paura?

Ciascun cane è un individuo a sé, con il proprio carattere, il proprio bagaglio genetico e di esperienze. Questo, davanti ad un’emozione forte come la paura o il panico, porterà a reazioni completamente diverse a seconda del soggetto: la postura tipica è quella di un cane retratto, con la coda tra le gambe, tremolante e con la testa e le orecchie basse, quasi a sottrarre lo sguardo dal pericolo. Tuttavia, un cane dominante, tenderà invece a difendersi, a mostrare i denti, ringhiare o addirittura attaccare se lo ritiene necessario. Purtroppo, questo tipo di reazioni, di rado sono commisurate alla reale entità del pericolo.

Quindi cosa fare?

Ogni caso andrebbe valutato singolarmente, per poter individuare la linea di azione adatta di volta in volta.

Per prima cosa occorre sempre conquistare la fiducia e la stima del nostro cane: noi dobbiamo rappresentare per lui una sicurezza, un porto sicuro. Questo non deve avvenire mai imponendosi con le cattive, soprattutto su un soggetto già tendente a spaventarsi; infatti, come in natura, il capobranco non è il più prepotente o il più aggressivo, ma è il più forte nel senso che è il leader, ossia colui che merita di essere seguito e preso ad esempio.

Il cane deve percepire che siamo sicuri di noi stessi, calmi ed equilibrati, che siamo in grado di difenderlo anche da ciò che per lui rappresenta una minaccia; solo così si sentirà protetto e acquisterà anche più fiducia in se stesso.

Una volta che queste semplici regole di base sono state chiarite, occorre individuare la fonte di paura e desensibilizzare il nostro Fido. Evitare quindi di spingere forzatamente il cane verso la fonte di stress, sgridandolo, picchiandolo o mortificandolo. Si otterrà l’unico effetto di acuire la sua paura, aggiungendo eventi negativi su eventi negativi. Così come non bisognerebbe rinforzare le paure ingiustificate, rassicurandolo troppo con coccole ed eccessivi atteggiamenti protettivi. Questo finirebbe per confermare al nostro amico che ha ragione ad avere paura e che il comportamento che sta assumendo è corretto.

La desensibilizzazione, consiste nel sottoporlo gradualmente allo stimolo negativo, a piccolissime dosi crescenti, fino a che si ritroverà davanti al problema, che prima lo terrorizzava, senza accorgersene più. In questo meccanismo, è spesso necessario inserire come coadiuvanti, il gioco e varie distrazioni, che aggiungano positività e rendano tutto il più dolce possibile.

Per concludere, capire l’animo del nostro piccolo amico è, come sempre, fondamentale per aiutarlo. Tuttavia, non bisogna mai esagerare con il fai da te ed affidarsi a Veterinari comportamentalisti, nei casi che non si risolvono con queste semplici accortezze.

Dott. Piercarlo Amati
Medico Veterinario Barkyn

Published by Piercarlo Amati

Esperienza Si laureo nel 2010 presso l’Università degli Studi di Perugia con una tesi sulle patologie respiratorie del cane ad eziologia parassitaria. Da allora ha maturato le sue prime esperienze presso il dipartimento di clinica medica universitario, per poi trasferirsi in Piemonte dove ha potuto affinare le sue capacità presso diverse cliniche veterinarie. Nella pratica clinica si occupa principalmente di dermatologia e nutrizione, fornendo consulenze per diversi ambulatori nel torinese. In aggiunta, si occupa di fornire informazione e consulenza scientifica nel campo farmaceutico e mangimistico. La mia relazione con i cani I cani sono sempre stati la sua passione sin da piccolo. Fu Willy, il suo primo cane, un vivace pinscher tedesco, a trasmettergli l’amore per la cura di questa meravigliosa specie. Attualmente vive con tre splendidi bassotti nani: Hugo, Sandy e Derek che, da buoni intenditori di cibo, lo supportano e consigliano nel suo lavoro!

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