Quali sono le razze più a rischio di displasia del gomito?

Come per la displasia dell’anca, le razze maggiormente predisposte sono quelle grandi o giganti.
Pastore Tedesco
Labrador retriever
Golden retriever
Rottweiler
Alano
Chow chow
Dogue de Bordeaux

In tali razze è consigliato l’esecuzione di uno studio radiografico giovanile intorno ai 4-6 mesi di età. Lo studio radiografico consiste nello sviluppo di alcune lastre del gomito, con il cane in anestesia o in sedazione profonda, allo scopo di identificare in età precoce i soggetti affetti da tale patologia ed evitare la formazione di processi artrosici generanti zoppia e dolore.

Come riconoscere un cane con displasia del gomito

La sintomatologia può insorgere già nei primi 5-6 mesi di vita del cane tramite:
zoppia di uno o di entrambi gli arti anteriori,
difficoltà alla deambulazione,
dolore alla manipolazione del gomito
gomito gonfio e caldo (nei casi acuti)
andatura rigida
Il grado di zoppia aumenta col passare del tempo e al progredire della degenerazione articolare. Il dolore sarà più intenso alla ripresa del movimento dopo un lungo periodo di riposo (es. dopo aver passato ore sdraiato nella cuccia) e potrebbe “migliorare” dopo qualche passo.

Terapia della displasia del gomito

Le soluzioni terapeutiche variano a seconda dell’età del cane alla diagnosi e in base al grado di displasia. Se nel cucciolo sono possibili varie opzioni chirurgiche in grado di correggere il difetto articolare, nel soggetto adulto è maggiormente indicata la terapia conservativa, composta da farmaci antiinfiammatori e antidolorifici, necessari per aiutare il cane a superare la fase acuta. La terapia medica può essere associata alla fisioterapia, con lo scopo di allungare l’intervallo di tempo fra un trattamento e l’altro, riducendo il rischio di comparsa di effetti collaterali legati all’uso prolungato di alcuni farmaci.

Sia nel cucciolo, che nell’adulto sono vivamente raccomandati:
-il controllo del peso
-un supplemento della dieta con integratori per le articolazioni (glucosamina e condroitina)
-lo svolgimento di un’attività fisica blanda ma quotidiana (l’ideale sarebbero brevi passeggiate ripetute più volte al giorno)
-regolari visite di controllo dal veterinario.

Published by Alessia Troli

# Esperienza Si laurea nel 2016 presso l'Università degli Studi di Teramo. Grazie ad una borsa di studio europea svolge due anni di formazione in Portogallo. Dopo un periodo di tirocinio in alcune strutture del centro Italia, si occupa di Medicina Interna dei Piccoli Animali, con particolare interesse verso l'anestesia, la medicina preventiva e la nutrizione. #La mia relazione con i cani: A loro devo tutto, dalla vita privata al lavoro i cani hanno sempre fatto parte della mia vita. Hanno condizionato scelte e percorso di studi fino a darmi diventare veterinario. Da 4 anni godo della compagnia della mia Anya con quale condivido la passione per le escursioni e la montagna.

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