Cos’è la cheratite pannosa?

La cheratite pannosa del cane (CSK) detta anche cheratite superficiale o cheratocongiuntive cronica, è una patologia oftalmologica veterinaria che colpisce in particolare il pastore tedesco, il pastore belga, il collie e il greyhound ma può manifestarsi anche nelle altre razze e nei meticci. Non è stata dimostrata un’eredità della patologia, ma esiste una predisposizione pertanto è da tenere in conto se si utilizzano, per la riproduzione, soggetti che ne hanno sofferto.

Sintomi:

I primi due sintomi che ci devono far preoccupare sono la cornea che non appare trasparente e la comparsa di delle macchie conseguenti al fatto che la cornea si pigmenta in seguito ad una vascolarizzazione anomala, queste macchie possono aumentare di dimensioni fino anche a portare a cecità, per questo viene detta pannosa poiché si viene a creare come un panno sull’occhio. Solitamente colpisce entrambi gli occhi e la sua causa è immunomediata, questo vuol dire che il corpo non riconosce proprie alcune sue parti e quindi reagisce scatenando un processo infiammatorio.


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Cause:

Sembrerebbe che i raggi ultravioletti collaborino nella comparsa della malattia, poiché si è osservata una maggiore incidenza in cani che vivono in zone ad elevata altitudine o che comunque sono spesso esposti all’azione dei raggi UV. Non essendo di natura ulcerativa il cane non presenterà fastidio e/o dolore all’occhio. Come complicazioni non si possono escludere la fuoriuscita di pus, così come le congiuntiviti e il blefarospasmo, soprattutto nella fase avanzata della malattia.

Trattamento:

Una volta diagnosticata la patologia, a seguito di una visita specialistica da parte di un medico veterinario, il trattamento è effettuato attraverso pomate e/o colliri oftalmologici a base di antibiotici, cortisonici e immunosoppressori che saranno applicati più volte durante la giornata. In caso non ci siano miglioramenti si può pensare di associare anche l’ozonoterapia per aiutare la regressione dell’infiammazione. Fondamentale iniziare tempestivamente il trattamento per ottenere risultati migliori e ottenere la scomparsa della vascolarizzazione. Da tenere in considerazione che in alcuni casi la terapia dovrà essere effettuata a vita.

Dott.ssa Aurora Busti
Medico veterinario Barkyn

Published by Aurora Busti

Esperienza Si laurea nel marzo 2016 presso l’università degli Studi di Teramo con una tesi sullo studio dei markers urinari per evidenziare il danno renale nel cane in maniera tempestiva. Dopo un periodo di tirocinio a Galway, in Irlanda, torna a Roma e inizia a lavorare presso una clinica h24 seguendo in particolare le chirurgie, gli animali degenti ed occupandosi di pronto soccorso. La mia relazione con i cani: Da sempre grande amante degli animali in generale, ma in particolare degli animali da compagnia che considera parte integrante della famiglia. Non potrebbe mai vivere senza i suoi gatti!

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