Prima fase: la prevenzione

Prevenire è meglio che curare, lo diceva anche un famoso spot. Questa regola è sempre valida in cinofilia, dunque la prima cosa da fare è evitare di lasciare la spazzatura a disposizione. So che può sembrare il più banale dei consigli, ma a volte è davvero risolutivo. Se non vogliamo che il cane manifesti un comportamento indesiderato, dobbiamo cercare ove possibile di non metterlo nelle condizioni di manifestarlo. Mi spiego meglio: non voglio che mangi i miei calzini? Starò attenta/o a tenere il cassetto della biancheria sempre chiuso. Non voglio che rubi le cose da mangiare sulla tavola? Cercherò di metterle sempre al centro, dove lui non arriva. Non voglio che mangi la spazzatura? La lascio in un contenitore con chiusura ermetica. E così via…

Seconda fase: il rimprovero

Speriamo che non ci sia bisogno di seguire i consigli di questa fase ma – se accadesse – è necessario risolvere rapidamente, questo perché è fondamentale intervenire sul momento. Se ci accorgiamo troppo tardi del misfatto, ad esempio quando la spazzatura è già in giro per tutto il giardino, qualsiasi punizione diventa inutile. Il cane non è assolutamente in grado di fare lunghi collegamenti spazio temporali, per questo motivo devo sacrificare il mio tempo libero per intervenire con un secco “NO!” ogni qualvolta il cane si avvicina al cestino. Può essere utile – con i soggetti particolarmente testardi – utilizzare un vero e proprio divisorio fisico tra il cane e la spazzatura, ad esempio una sedia o un pannello di compensazione, stando attenti a fissarlo bene, in modo da non rischiare che lo sposti o che si faccia male.

Terza fase: la suddivisone

Nel peggiore dei casi la suddivisione della spazzatura diventa fondamentale per la salvaguardia della salute del cane. Se in nessun modo riusciamo a tenercelo lontano, diventa quanto più necessario separare gli scarti, in modo tale da garantire che ciò che potrebbe nuocergli non gli finisca in bocca: materiale appuntito, avanzi di farmaci, cioccolata, funghi, prodotti chimici e quant’altro può essere tossico per lui, va assolutamente smaltito in sicurezza, a costo di tenerlo a due metri da terra.

 

Dott.ssa Lisa Pugliese

Educatrice e Istruttrice Cinofila

 

Published by Lisa Pugliese

Esperienza Mi laureo nel 2008 all'Università di Pisa con una tesi sui canili e la legislazione cinofila. Con Obelix, il mio Terranova oramai dodicenne, ho praticato addestramento al salvataggio in acqua per otto anni, prima in lago e poi in mare, collezionando varie medaglie e brevetti. Dopo una breve esperienza in ambito pet therapy (sia ospedaliera che ludica), ho conseguito il master presso la medesima Facoltà, con una tesi sui cani morsicatori. Faccio consulenza ai proprietari, conduco seminari e incontri divulgativi sul comportamento del cane, organizzo belle passeggiate a quattro zampe quando la stagione lo permette. La mia relazione con i cani Non sono nata amante dei cani, anzi, da piccolissima ero terrorizzata. Fu l'arrivo del dolcissimo Piccolo, meticcio di Golden Retriever, a farmi cambiare idea. Dopo di lui Blanche “la Pastora”, Iggy, Mimma, Pluto il Dalmata insieme a Rea e a Maya...ormai ho perso il conto! Non potrei più immaginare la mia vita senza cani: ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa, a livello prima affettivo e poi professionale. Recentemente è arrivato Ragù, Lagotto Romagnolo vivace e intelligente, con il quale non vedo l'ora di andare a tartufi!

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